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ATP E WTA, LA STORIA (FORSE) SI RIPETE


Roger Federer "just wondering….am I the only one thinking that now is the time for men’s and women’s tennis to be united and come together as one?”


Rafael Nadal “Hey Roger as you know per our discussions I completely agree that it would be great to get out of this world crisis with the union of men’s and women’s tennis in one only organisation”


Nick Kyrgios “yes.”


In questi giorni abbiamo sentito tanto parlare di una possibile fusione tra ATP e WTA, Roger Federer ha dato il via a questo dibattito che sta dividendo l’intero mondo del tennis. Molti tennisti si sono espressi a favore, altri come Kyrgios e Thiem, non del tutto d’accordo. La questione ha radici però, molto più profonde, dobbiamo andare indietro di oltre 50 anni; ciò nonostante vale la pena dire che il nostro momento storico potrebbe essere compatibile con questa richiesta di fusione; mi spiego meglio.


Cosa significano le sigle ATP e WTA?

Association of Tennis Professionals (ATP) e Women’s Tennis Association (WTA), sono due associazioni nate rispettivamente nel 1972 e 1973 al fine di tutelare i tennisti di tutto il mondo e far ordine all'interno di quello che oggi conosciamo come circuito ATP/WTA e stilare le regole per i rispettivi ranking.


Perché non hanno lo stesso nome e hanno un anno di differenza?

Semplice, perché negli anni 70 sebbene già fossero stati fatti importanti passi in avanti, il tema di disparità tra uomini e donne era un tema molto caldo e nel nostro caso specifico le donne non erano considerate al pari degli uomini soprattutto fisicamente parlando. Emarginate ma determinate, Billie Jean King e Rosie Casals, dopo aver richiesto più volte di estendere le stesse regole anche per il mondo femminile creando una sola associazione, decisero di fondare un anno dopo la nascita dell’ATP la loro associazione che ancora oggi conosciamo con il nome di WTA.

Nonostante il ruolo di spicco della giocatrice californiana fondatrice dell’associazione WTA, in tanti forse, la ricordano più per la sfida lanciata da Bobby Riggs lo sciovinista maschilista che dopo essere stato in cima alla classifica mondiale sfidò la campionessa Billie Jean King in un match che aveva sapori totalmente diversi da quelli soliti tennistici e che prese il nome di The battle of sexes. Fu come se i diritti di tutte le giocatrici del mondo dipendessero dal risultato di quella partita; ma la 37enne statunitense, detentrice di tutti gli slam e svariati tornei non era solo determinata, era anche molto forte e vinse davanti a milioni di spettatori in tre set.


La King disse: "Ho pensato che saremmo tornati indietro di 50 anni se non avessi vinto quella partita. Avrebbe rovinato il circuito femminile"



Le cose cominciarono a cambiare negli Stati Uniti a tal punto che alcuni tornei iniziarono a ritoccare i guadagni delle tenniste eguagliandoli a quelli dei colleghi uomini; ci vollero anni prima che le cose cominciassero a cambiare in questa direzione anche in Europa. Dopo 50 anni di miglioramenti su diversi fronti rimane però nell'aria questa idea di divisione tra le due enormi realtà e come sottolinea Federer questa divisione è ancora oggi motivo di indebolimento per tutti.

Le parole del nuovo CEO dell’ATP Andrea Gaudenzi sono confortanti, dice: “Da questa crisi possono nascere opportunità enormi, […] alla fine facciamo tutti parte di uno sport solo, ci rivolgiamo agli stessi fan, facciamo parte di una storia che raccontiamo insieme, [...]. L’idea è quella di cercare di aggregare il più possibile”.

L’unione che tanto ha fatto discutere è quindi cosa fattibile, ma bisogna fare attenzione; non basterà infatti fondere le due associazioni in una unica, sarà necessario un cambio di pensiero, sarà necessario un cambio di atteggiamento, sarà necessario mettersi nell'ottica di vedere il tennis femminile sotto una luce diversa, uguale a quella cui siamo soliti vedere il tennis maschile.

E arriva quindi puntuale anche il commento della King che dopo aver espresso buone parole per lo svizzero e dopo aver appoggiato l’iniziativa e la giusta causa, ha tuttavia rimarcato la volontà di una vera e propria fusione delle associazioni da non confondere con l’assorbimento. Per la WTA non si tratterebbe di un’acquisizione ma sarebbe una partner a pieno titolo.”


Io, personalmente non vedo l’ora di vedere un unico circuito con pari diritti e pari importanza mediatica.

Mi piacerebbe sapere la vostra opinione, lasciate un commento qui sotto !


CURIOSITÀ che fanno riflettere !

Il tennis femminile è il primo sport ad aver riconosciuto i diritti degli atleti transessuali.


Sebbene N.Djokovic e S.Williams nel 2015 abbiano vinto entrambi 3 Slam ed entrambi abbiano conquistato quasi tutti gli incontri giocati durante la stagione chiudendo con circa il 94% delle vittorie, il gap tra i due montepremi è stato di circa 10 milioni di dollari (20mln per il serbo e 10mln per la statunitense).


Nel 2017 diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris è uscito al cinema il film "The Battle of Sexes", l'entusiasmante racconto della rivoluzionaria partita di tennis che ebbe luogo nel 1973 tra la campionessa del mondo Billie Jean King e l'ex campione del mondo Bobby Riggs.


Nel 2019 al Roland Garros veniva programmata una doppia sessione per le semifinali maschili che ha obbligato a posizionare le semifinali femminili a metà mattina sui campi secondari: la sfida tra Marketa Vondrousova e Johanna Konta era sul terzo campo, con a dir molto un centinaio di spettatori che hanno avuto accesso pagando un biglietto ground dal valore minimo di 15 dollari.

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