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LA SCELTA DELLA CORDA: MONOFILAMENTO O MULTIFILAMENTO ?

Il mio amico Franco pochi giorni fa mi ha chiesto di parlare di uno degli argomenti più difficili del mondo del tennis: come effettuare la scelta della corda.

Innanzitutto, facciamo una piccola premessa e prima di andare ad analizzare quelle che sono le caratteristiche tecniche delle corde, dividiamole in 2 macro-categorie:

- BUDELLO NATURALE

- CORDE SINTETICHE (MULTIFILAMENTO e MONOFILAMENTO)

Il budello naturale lo dice la parola stessa è composto da strisce di fibre animali (intestino di bovino) che unite insieme creano un unico filamento quasi sempre inserito all'interno di un involucro. Questa corda è capace di offrire prestazioni senza eguali; offre tanta potenza, tanto controllo, tanto comfort e se vogliamo anche tanto spin e una tenuta di tensione ai massimi livelli, senza dimenticare il rispetto che nutre nei confronti del nostro braccio. Insomma, la corda perfetta e non è un caso che molti professionisti oggi montino questa corda.

I contro? Sì, ci sono pochi, ma importanti aspetti negativi legati a questo tipo di materiale. Il budello naturale costa tanto e, rispetto alle corde sintetiche è più fragile quindi può essere una spesa non indifferente per l’amatore. Inoltre, è molto sensibile all'umidità e agli sbalzi di temperatura. La produzione di questa corda è fatta oggi con lavorazioni così avanzate che non vi è più la necessità di particolarissime accortezze durante la fase di incordatura; tuttavia, mani poco esperte potrebbero avere difficoltà durante il montaggio compromettendo quindi la resa della corda.

In conclusione, io non posso che consigliare questo tipo di materiale, magari provandolo in un ibrido con qualche corda sintetica per avere parte di tutte queste ottime caratteristiche ad un prezzo più accessibile.

Passiamo quindi in rassegna all'altro mondo, quello delle corde sintetiche diviso tra multifilamenti e monofilamenti. La differenza penso sia di facile interpretazione; mentre i multifilamenti sono costituiti da microfilamenti assemblati tra loro e rivestiti da un involucro, i monofilamenti sono composti da un unico materiale (un unico filamento).

Già da questa semplice ed elementare descrizione si può capire che il multifilamento è la corda che più si avvicina al budello naturale, è infatti capace di offrire grande comfort e feeling abbinati ad una ottima potenza e buona uscita di palla. Anche questa corda nutre un certo rispetto verso le nostre articolazioni, tuttavia non bisogna mai dimenticare che è fatta di fibre sintetiche e che alla lunga (circa 3/4 mesi con un utilizzo di 2/3 ore alla settimana), anche se non siamo arrivati a rottura, è consigliato sostituirla.

Il monofilamento è la tipica corda da competizione che con la sua rigidità riesce a fornire grande controllo, precisione e quasi sempre ottime rotazioni; la sua struttura riesce ad offrire grande reattività, esaltando tutte le proprie caratteristiche nelle prime ore di utilizzo.

Purtroppo, dura poco; infatti, questa corda il più delle volte e in base a come viene montata sul nostro telaio, garantisce il 100% delle prestazioni solo nelle prime 8/10 ore di gioco, dopodiché il consiglio degli esperti è quello di cambiarle.

N.B. Se seguirete questo consiglio non sarà solo il vostro gioco a trarne beneficio, ma anche il vostro braccio, fidatevi!


Quindi, dopo questa brevissima distinzione tra budello, multifilamento e monofilamento, che corda scelgo?

Sarò onesto, penso ci siano tanti professionisti del settore molto più bravi di me che sicuramente possono rispondere a questo quesito in modo più preciso ed esaustivo; tuttavia, sono felice di scrivere quello che ho imparato e di raccontarvi quelle che sono state le mie esperienze.

Innanzitutto penso di potervi dire senza troppi indugi che non esiste la corda per tutti. Ogni giocatore è fatto di singolari caratteristiche fisiche, movimenti e sensazioni; io diffiderei davanti a discorsi del tipo “questa corda è adatta a tutti” oppure “con questa corda vinci sicuro”.

Le corde, così come le racchette hanno migliaia di variabili, il trucco penso sia nell'interpretare correttamente i dati che ci fornisce il costruttore e calarli nella nostra realtà. È per questo che non sentiamo parlare solamente del materiale con il quale viene fatta la corda, ma anche di tensione, calibro, forma e rigidità.

La scelta di tutti questi parametri, in relazione al tipo di racchetta, al tipo di gioco e alla condizione fisica del giocatore sarà determinante per poter sfruttare pienamente le peculiarità e le caratteristiche di ogni corda.


Detto questo, il consiglio che mi sento di dare a tutti i tennisti principianti e amatori è quello di affidarsi alle capacità e competenze di incordatori qualificati che dopo una intervista mirata avranno sicuramente le informazioni giuste per aiutarvi nella scelta della corda che fa per voi.

Ai tennisti agonisti, invece, più consapevoli delle proprie esigenze sul campo, consiglio di provare provare e provare fino a quando non si raggiunge il risultato atteso. Ancora una volta quindi, gli incordatori aiuteranno il giocatore e lo indirizzeranno verso la scelta della corda più appropriata, ma in questo caso la decisione finale spetta alle sensazioni suscitate durante uno scambio e l’altro.

Un errore comune ai più è effettuare la scelta prendendo come esempio i giocatori professionisti che ci piacciono e seguiamo; non mi fraintendete, le corde usate dai nostri idoli possono fare al caso nostro, ma facciamo attenzione a come decidiamo di montarle sul nostro telaio!


Quando avevo circa 16/17 anni ero 4.3 e giocavo con una racchetta 95 sq.in e 332 grammi. Soprassediamo ora sulla scelta di questo telaio e, non contento, mi feci montare la corda Alu Power della Luxilon a 24kg (ATT! Il monofilamento necessita spesso di tensioni basse per potersi esprimere al meglio e per non essere una minaccia seria per le nostre articolazioni; nel mio caso quella corda con quella tensione penso possa durare all'incirca 1 ora sul telaio, io penso di averla tenuta per alcuni mesi). Si, esatto sono l’esempio vivente di COSA NON SI DOVREBBE FARE. Me ne sono reso conto dopo pochi mesi; il tendine all'altezza del gomito cominciò a farmi male, quindi decisi di comprare uno di quei tutori che tramite una leggera pressione riescono ad inibire il dolore almeno durante lo scambio. Dopo poche settimane il dolore era esteso su tutto il braccio fino ad impedirmi la chiusura del pollice. Mi dovetti fermare per circa 2 mesi e, ovviamente, cambiare corda (passai ad un multifilamento, la racchetta ahimè rimase quella).

Online oggi si ha la fortuna di trovare tantissime informazioni che possono aiutarci a capirne di più e conoscere l’intero mercato della corda. In Italia ad esempio ci sono produttori fantastici che garantiscono corde ad alto livello ad un prezzo accessibile a tutti. Vi consiglio, inoltre, di dare un'occhiata ed iscrivervi sulla piattaforma StringingPedia: questa piattaforma è il più vasto contenitore di informazioni su corde che esista in Internet, una vera e propria enciclopedia che vi permetterà di conoscere da più vicino il mondo delle corde e rendervi più consapevoli su cosa avete intenzione di acquistare.

Tra pochi giorni, nella sezione #BLOG di TENNISFORLOVERS caricherò brevi recensioni delle corde che provo ogni settimana su telai diversi. La volontà è quella di darvi più punti di vista e, perché no, aprirvi il mondo su corde di cui non avevate mai sentito parlare. Ovviamente scrivetemi ogni vostro dubbio e condividete le vostre esperienze sia positive che negative!


Buon tennis e buona scelta della corda !


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