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RACCHETTA PROSTOCK O RETAIL ?

Oggi vi voglio parlare di queste due Wilson Burn FST 95.

Perché? - Beh, un occhio attento si sarà già accorto di cosa sto per parlare, siamo di fronte infatti ad uno dei casi più famosi di “gemelli diversi”, come a me piace definirli. In sostanza, si tratta di telai che solo all’apparenza sembrano essere uguali in forme, colori e specifiche, ma che di uguale hanno (forse) solamente l’estetica.


Facciamo ordine.

Partiamo quindi da come si presentano le due racchette al primo colpo d’occhio: la colorazione ci rimanda subito come detto all’inizio ad un telaio molto particolare uscito circa 5 anni fa e non più prodotto chiamato Wilson Burn FST. Il colore nero riveste la quasi totalità del telaio lasciando qua e là qualche dettaglio in arancio.

La peculiarità di questo telaio è sicuramente la tecnologia X2 Ergo, ossia due spessori in plastica posti tra il pallet e il grip nella parte alta del manico per aumentare e migliorare la presa e quindi il feeling per i rovesci bimane (onestamente parlare di tecnologia mi sembra esagerato, mi è sembrata più una “trovata” simpatica e curiosa, ma avendo io il rovescio ad una mano non ho approfondito più di tanto).

Al di là delle sue caratteristiche questa racchetta è ricordata sicuramente per essere stata tra le mani della Torre di Tandil, l’argentino Juan Martin Del Potro, ma in pochi sanno che dietro al paintjob della sua Wilson si cela in realtà un’altra racchetta.

Diamo quindi velocemente un occhio ai dati riportati sugli steli delle racchette:


Wilson Burn FST 95 (foto 1 sotto)

Peso: 320gr (quella in foto 340gr con corde e manico in cuoio)

Piatto corde: 95

Bilanciamento: 32.0mm

Pattern: 16x19.


Wilson Burn FST 95 versione Del Potro (foto 2 sotto)

Peso: 332gr (quella in foto 364gr con corde e manico in cuoio)

Piatto corde: 95

Bilanciamento: 30.5mm

Pattern: 18x20.

Come è possibile? Cerco di spiegarvelo.

Juan Martin Del Potro, come la maggior parte dei suoi colleghi, ha scelto nel tempo di mantenere inalterate le caratteristiche del proprio attrezzo. Molti giocatori ATP, infatti, dichiarano di non aver più cambiato il telaio dopo esser finalmente riusciti ad approdare nel circuito maggiore e nel mondo del professionismo. La versione di Del Potro è chiamata in realtà Wilson Burn FST 95A (come si può vedere in foto), che con la sua sorella condivide solo la dimensione del piatto corde.

Lo stampo è probabilmente quello di una Wilson Hyper Pro Staff 6.1 95 con pattern 18x20, lo si può notare dal sistema PWS (Perimeter Weighting System) a ore 3 e a ore 9, dalla forma e dai riferimenti tecnici riportati sugli steli.

Il manico ha dimensione 4 con grip in cuoio modello Wilson, ma fin dal primo momento in cui la si prende in mano si capisce che la forma è insolita. Forse l’argentino ha deciso di sostituirlo con un modello HEAD, più sottile e spigoloso, ricordando inoltre che da piccolo utilizzava proprio una Head iPrestige MP.

Per arrivare ai 364 grammi finali (in alcune recensioni si parla addirittura di 380 grammi), il tennista sudamericano conclude il tutto con strisce di piombo poste a ore 3/9, depolarizzando di fatto il telaio e ottenendo maggior maneggevolezza e maggior feeling con la palla durante l’impatto e con un armeggio composto da Luxilon Alu Power (mains) e Wilson Natural Gut (crosses) entrambe con calibro 1.25mm e tensione 26kg senza prestretch (dati pescati su diversi siti web e video, se qualcuno avesse qualche certezza in più sulla veridicità dei dati scritti o se volesse correggerli, effettuate il login e lasciateci pure un commento qui sotto!).

Insomma, un set-up decisamente proibitivo e non per tutti, ma che l’argentino riesce a gestire molto bene, perfetto per il suo gioco con poca attitudine verso gli scambi faticosi da fondocampo e con la propensione verso il colpo piatto in chiusura per punti rapidi e in attacco.

Perché, quindi, i professionisti giocano con racchette diverse? Ci vogliono nascondere qualcosa?

Tutte le marche oggi sfruttano la visibilità dei grandi campioni, associandoli ad un telaio che al 99% nasconde la vera identità dell’attrezzo utilizzato e onestamente non ci vedo nulla di male. Ogni anno ormai tutti i brands più famosi ed importanti rivoluzionano l’estetica delle loro linee, rendendole più accattivanti e cercando di aggiornare l’aspetto tecnico per tutte le fasce dei tennisti, dal principiante all’amatore, dall’esperto al professionista.

Amo lo stile di gioco di Del Potro, sono un suo grande fan e avere la “sua” racchetta mi esalta ed è bellissimo poterla portare in campo per farci due scambi. Detto questo non penso sia corretto ricercare in questi telai, così configurati perlomeno, la chiave per il nostro gioco. Esistono siti dove poter acquistare le racchette dei professionisti, con le stesse specifiche, forme e grafiche, ma ritengo sia errato credere di avere tra le mani un attrezzo migliore di quello che troviamo lungo gli scaffali di un negozio.

Certo, forse la qualità dei materiali è superiore, ma siete sicuri di avere un telaio “migliore” per il vostro gioco?

Vi lascio con questa domanda e intanto vado a riposare nell’armadio queste due “gemelle”: stravedo per Del Potro, ma il mio gioco ha bisogno di altri tipi di telai 😉


Se hai qualche telaio Pro-Stock, se ne hai provati o semplicemente hai qualche curiosità, effettua il login e scrivici la tua esperienza!

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